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Intervista a Nino Giordano

  • Immagine del redattore: Cuore di Nerd
    Cuore di Nerd
  • 25 giu 2018
  • Tempo di lettura: 3 min

L’intervista di oggi è rivolta al fondatore di una delle maggiori case editrici lgbt italiane, Nino Giordano. Fondatore della Renbooks dal 2011, si occupa, con l’aiuto dei suoi collaboratori, di portare sugli scaffali delle fumetterie italiane opere lgbt; parliamo ad esempio di Gengoroh Tagame (Il marito di mio fratello, L’inverno del pescatore), Salvatore Callerami (Lui&l’Orso), Kotaro Takemoto (Baciando il cielo), Flavia Biondi (L’Orgoglio di leone), Frad (Non facciamone un lesbodramma) e tanti altri autori che, prima di Renbooks, facevano fatica a trovare un posto nel mondo del fumetto italiano.

Ora vi lascio all’intervista completa, ci rivediamo alla fine!

Ciao Nino e grazie per essere qui con noi!

Ciao Lorenzo e grazie a voi!

Comincio subito con le domande. Nel 2011 nasce Renbooks, la prima casa editrice di fumetti dedica alla pubblicazione di storie lgbt provenienti da tutto il mondo. Com’è nata l’idea di una casa editrice lgbt?

In quegli anni c'era effettivamente un vuoto e andava riempito. Il mercato LGBT a fumetti era quasi scomparso dopo la chiusura di Kappa edizioni e qualche editore pubblicava sporadicamente titoli a tematica. Io e il mio socio, Fabio Freddi, ci siamo guardati e sotto la guida e la genialità di Edith Gallon, storica collaboratrice di Kappa edizioni, e con l'aiuto dei valenti (il meglio che potete trovare nelle case editrici!) Valerio Stivè, Francesca Paglialunga, Matteo Plateroti e Giulio Macaione, abbiamo messo in piedi una casa editrice che trattasse i temi LGBT e basta, per colmare quel vuoto.

Com’è stata accolta la nascita di Renbooks dalle persone lgbt e non?

La diffidenza iniziale è scemata in poco tempo, almeno quella dei rivenditori. I lettori invece fin da subito si sono innamorati del progetto. E la maggior parte di questi lettori erano (sono!) eterosessuali che si approcciavano a storie belle e diverse dalle solite.

Com’è a distanza di 7 anni lavorare in Renbooks? Che cosa è cambiato? In quanti siete a lavorarci attualmente?

Dura. Molto. Passi falsi ci hanno portato sull'orlo della chiusura e abbiamo rischiato di non esserci più. Ma abbiamo tenuto duro. 🙂 Al momento siamo in 4, sparsi per l'Italia, diciamo fissi. Poi ci sono i collaboratori esterni e tanta gente che ci ha dato una mano a risalire la china.

Prima di fondare Renbooks hai lavorato anche per case editrici come Panini e la Star Comics. Hai mai pensato di far partire un progetto di collaborazione per poter raggiungere più persone ed abbattere le barriere riguardanti un pubblico di nicchia?

Pensato sì, ma sono strutture difficili da muovere. Hanno già tanto da fare e le collaborazioni sono difficoltose, ma tutti quanti collaboriamo anche se non ufficialmente gli uni con gli altri. In Star e Panini ci sono tante persone amiche, che ci voglio bene e che ci hanno dato molti consigli. Panini è oggi editore di Tagame per i fumetti più soft e tra i tanti che ci sostengono ci sono Marco M Lupoi, cuore grande e grande mente, le straordinarie Elena Zanzi e Simona Stanzani, il fantastico Cristian Posocco e potrei fare mille nomi di amici che lavorano per altri editori e che hanno sostenuto la Ren negli anni.

Renbooks tratta per lo più manga di pochi volumi. Hai in mente di dar spazio a progetti più lunghi?

Non per il momento. Dobbiamo ancora portare a termine 3 serie manga. Aspettiamo. Però vogliamo concentrarci su storie brevi, veloci. Vedremo. Mai dire mai.

Ultima domanda. Quali sono le aspettative future per Renbooks? E i progetti? Cosa ti aspetti dal futuro?

Intanto ripartire. Risanare il rapporto un po' perso con i lettori. Portare a termine le serie in corso e come mi trovo a dire per adesso "Il futuro è il passato". Dobbiamo onorare 5 o 6 contratti con editori esteri che sono stati rallentati da varie vicissitudini, ma entro settembre sarà risolto tutto.

Dal futuro mi aspetto che non ci sia più bisogno di una casa editrice come Renbooks e se guardate bene tra gli scaffali delle librerie ormai quasi tutti gli editori hanno titoli LGBT in catalogo e noi ne siamo felici perché significa che il pubblico ha la mente aperta, è pronta. Questo era lo spirito col quale abbiamo aperto la Ren, e continueremo così. I prossimi titoli saranno delle bombe. Li amerete.






Si conclude così la seconda intervista di questo mese a Nino Giordano, un grazie di cuore a Nino che ci ha concesso un po’ del suo tempo e un grazie a voi che ci seguite e ci motivate a portare avanti Cuore di Nerd. Un grazie dal profondo del cuore (ovviamente Nerd!)





Lorenzo Baldoni, direttore di Cuore di Nerd.

 
 
 

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