Intervista a Carlo Cid Lauro
- Cuore di Nerd
- 23 set 2018
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 24 set 2018
Avete presente Il Signore Degli Anelli? The Last of Us? Si? Bene, allora non potete non conoscere Carlo Cid Lauro co-creatore assieme a Roberto Megna de L’Anello Dei Signori e The Last Fap, nostro ospite per l’intervista di questo mese! Carlo ha fatto il suo esordio nel mondo dei fumetti nel 2015 per andare avanti fino ad oggi con quella che è la sua promettente carriera ma...bando alle ciance! Vi lascio all’ intervista completa e ci rileggiamo a fondo pagina!

Ciao Carlo e innanzitutto grazie infinite per aver accettato questa intervista! Parto subito con le domande! Nel 2015 hai fatto il tuo debutto nel mondo del fumetto con The Last Fap, che ti ha portato alla successiva pubblicazione di Fear The Last Fap e L’Anello dei Signori nel 2016. Com’è nata l’idea di questi fumetti?
Era il 2013, anno in cui, sia io che Roberto, lo sceneggiatore, eravamo in fissa per The Last of Us, gioco pluripremiato della bella Naughty Dog, mamma di Uncharted e Crash Bandicoot. In tv impazzavano serie tv, film e quant’altro a tema zombie e dopo una lunga chiacchierata e diverse battute, uscì fuori una domanda un po’ particolare: Cosa succederebbe all’umanità se si bandisse il porno? da questo stupido dilemma nacque “The Last Fap”, letteralmente l’ultima fappata (onomatopea per indicare l’atto masturbatorio maschile). Per il prequel Fear The Last Fap, uscito l’anno dopo, il processo lavorativo era semplificato, avevamo già l’universo narrativo, bisognava solo collegare tutti i punti chiave.

Il “Fear” nel titolo è un omaggio a Fear The Walking dead (serie tv pessima da aggiungere). La cosa più difficile per Roberto è stato creare i dialoghi del leader della resistenza: P per Pugnetta. La sua caratteristica è che parla solo con parole che iniziano per “P” (es. “Permettetemi di presentarvi il protagonista di questa particolare performance”). L’anello dei Signori, nasce dal capovolgimento del titolo in modo goliardico. Precisamente la storia, come il titolo, è narrata al contrario rispetto l’opera originale, si parte dal Monte Fato dove i protagonisti si ritrovano il famoso anello tra le mani e decidono di venderlo per motivi personali, percorrendo tutta la terra di mezzo, passando per Westeros e Hogwarts inseguiti da vecchi e nuovi nemici.
Immagino che la passione per il fumetto ti abbia accompagnato sin da piccolo, quali ostacoli hai trovato lungo la strada per realizzare il tuo sogno di diventare un fumettista?

Disegno da quando ho memoria, compravo topolino e i fumetti dei Looney Tunes ancor prima di aver imparato a leggere. Ero affascinato da quelle immagini colorate, quei mondi che sembravano immobili ma invece erano vivi, quelle storie emozionanti, quei personaggi carismatici, avevo deciso già da bambino, volevo creare fumetti.
Questo entusiasmo me lo portai fino al liceo, era il 2004 quando capii di non essere all’altezza, continuai a disegnare ancora due anni dopo la fine del liceo, poi arrivò il bisogno di lavorare, non ero pronto per fare il fumettista. Passai molto tempo con quel sogno chiuso dentro un cassetto e non volevo aprirlo per paura, paura di non esser all’altezza, paura di non piacere. Fortunatamente, grazie a Roberto, che mi spronava e incitava sempre, sono riuscito a superare quel blocco e, quando arrivò il licenziamento per entrambi dai nostri rispettivi lavori iniziammo seriamente a lavorare nel mondo del fumetto. Quindi permettetemi di ringraziare quel gran cane del mio ex titolare ahahahah.
Parlaci un po’ di te. Qual è il tuo fumetto preferito? E il tuo fumettista? Con chi vorresti avere la possibilità di lavorare un giorno? Stai lavorando a qualche nuovo progetto? Cosa ti aspetti dal futuro?

Mi chiamo Carlo, sono alto 1,82 e il mio colore preferito è il rosso. Come ho detto nelle risposte precedenti ho iniziato a “leggere” Topolino da piccolissimo, ma la prima e vera lettura è stata il manga Dragon Ball. Erano gli anni 90, era un’estate caldissima, un amico delle scuole medie aveva rubato questo volumetto del fratello più grande, lo sfogliammo e lo leggemmo tutto, ne restai folgorato. Certo, Dragon ball lo conoscevo già e anche da parecchi anni, a inizio anni 90 lo trasmettevano su Junior Tv e non mi perdevo un episodio, ma lungi da me il pensiero che quel cartone fosse da prima un fumetto. Da lì in poi le mie letture crebbero a dismisura, ma se devo citarti qualche fumetto che mi è rimasto nel cuore dico: Great Theacher Onizuka, Dragon Ball, The Killing Joke e One Piece. Il mio fumettista preferito, eh? mmmh... ne ho tre: Akira Toriyama in primis, Skottie Young e Giacomo Bevilacqua. Con Giacomo ho avuto l’onore di collaborare sul suo libro per Feltrinelli comics, quindi mi considero super soddisfatto ma spero in altre collaborazioni, Skottie l’ho incontrato a Lucca comics 2016 e spero di rivederlo quest’anno e per quanto riguarda Toriyama, beh, mi consolo di aver conosciuto Toyotaro (suo pupillo, nonché disegnatore di Dragon Ball super).
Quali obbiettivi stai cercando di raggiungere per la tua carriera lavorativa?
Mi piacerebbe lavorare per Disney. Ultimamente sto studiando tanto, non mi era mai passato per la testa di lavorarci, sarebbe un bell’obiettivo.
Ultimissime domande. Stai lavorando a qualche nuovo progetto? Cosa ti aspetti dal futuro?
Sto concludendo alcune storie che usciranno al prossimo Lucca comics, tra queste la nuova avventura di Dick e Cok, sempre sceneggiata da Roberto Megna: Space Mess, una storia sci- fi e l’ultimo numero di Nanowar, con sceneggiatura di Roberto Cirincione per Magic press e sto lavorando su qualcosa che ha a che fare con la musica con un autore internazionale che lavora per Marvel, DC e Skybound (non posso dire altro =P). Il futuro è pieno di perplessità, lo vedo sfumato, alcune parti nere come la pece, alcune sul grigio. Ogni giorno cerco di tenere i piedi saldi lungo la linea bianca che percorro da quando ho iniziato quest’avventura e nei momenti di indecisione ci sono le persone a me più care che mi sostengono. Vorrei ringraziarli. Grazie, Giulia. Grazie, Roberto. Grazie, Claudio.

Grazie per quest’intervista, grazie agli amici di Cuore di Nerd e a Mr. Nerd (Lorenzo) per queste difficili domande ahr ahr ahr!
Si conclude così l’intervista di questo mese, un grazie di Cuore (ovviamente Nerd) a Carlo Cid Lauro che si è concesso per questa intervista e un grazie a voi che avete letto fino a qui!
Ci rivediamo presto
Vostro affezionatissimo

Mr. Nerd
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